27/05/2003

Fremono trepidanti in attesa del decollo.

SEI

 

Rimanemmo desti, poi

che non conoscevamo quando sarebbe giunto.

 

Qui, ora, ha a che fare con la nostra Vita.

 

       One Ring to bring them all and in the darkness bind them

       In the Land of Mordor where the Shadows lie.[1]

 

Egli stesso ci aveva assicurati circa il ritorno.[2]

Ancora un poco. Che significa “ancora un poco”[3] ?

Non smettemmo mai di controllare i nostri orologi.

(Pensa, mi disse, se noi fossimo nati qualche anno prima

o solamente qualche anno dopo, mancando l’evento per poco!)

Ci fu anche chi di noi fece dei calcoli, usando equazioni

matematiche, eseguì l’analisi su certe forme differenziali,

ma la maggior parte di noi era atterrita all’idea del dove,

di non sapere cioè in che luogo sarebbe ritornato.

 

Ma guarda:

       queste sono le ore della meraviglia e del miracolo.

 

Noi siamo dinanzi ad un mare smeraldo,

nel mentre che danzano i flutti in spire converse

e transmagmano i colori in assenza di forme:

s’incrociano e si fondono i blu con i verdi

ed oltre l’orizzonte

s’innalza in eccelso l’oro del calice,

spande all’infinito una luce giallissima

che le polveri dell’Universo rendono rosa.

 

Om mani padme um

 

Non esiste più momento né confine,

estinto è lo spazio, arrestato il tempo:

in ogni caso, questo è l’ultimo foglio.

Bene, pare che abbia finito, ora rimette a posto la sua roba e torna,

caro ragazzo, si sarà preso un accidente, con tutto questo freddo

Ah, dimenticavo: noi pure, non siamo.

 

Om mani padme um

Om mani padme um[4]



[1] Sempre “la leggenda degli anelli” in LoTR, JRR Tolkien, vv.7-8. “Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli, / Nella terra di Mordor, dove l’ombra giace”

[2] Cfr. Lc, 21,32-33

[3] Cfr. Gv, 16,16-18

[4] “Oh, la foglia di loto”. Invocazione magica che, nel lamaismo, indica la dissoluzione di chi muore, paragonata alla goccia di rugiada su una foglia di loto che si perde nel mare.


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27/05/2003

Fremono trepidanti in attesa del decollo.

CINQUE

 

Fummo ritrovati duemilatrecento anni dopo la nostra morte,

io e il mio amore, nel nostro kurgane gelato a Pazyryk.[1]

La luce delle torce incendiò i nostri volti e la camera funeraria,

era come sole dopo tanta oscurità: io, guerriero scita dell’Altai,

tutte queste cose confermo e testimonio. Sul nostro capo il soffitto

era rivestito con scorze di betulla e larice, la pietra ci circondava

per milleottocento metri cubi. Ad Oriente sette cavalli, uccisi

con un colpo in mezzo alla fronte: come noi, essi aveva conservato

il gelo, il pelo e le criniere intatte, le code annodate secondo l’arte dei miei.

Accanto a noi l’amuleto del risveglio[2], su di noi gli antichi vestiti,

le antiche calzature: la mia amata calzava ancora gli stivali

con i gioielli sotto le suole[3], e le sue mani erano intrecciate alle mie.

 

       One for the Dark Lord on his dark throne

       In the land of Mordor where the Shadows lie.[4]

 

Il mio amore si avvelenò il giorno della mia morte, come

prescriveva la legge, perché io non fossi solo nel lungo viaggio.

Accanto a noi la brocca del fumo allucinante[5], e l’arazzo:

anche quello trovarono: ventiquattro stelle e quarantadue grifoni,

ventiquattro cervi e sessantanove fiori, e ventotto cavalieri,

che incontrano a destra e a sinistra, e ancora ottantanove grifoni[6].

L’archeologo ed i suoi uomini a lungo si chiesero il significato

dell’arazzo: un gioco, un calendario o una mappa?

             Signori,

il mio magico arazzo è insieme un calendario finito[7] ed una mappa:

esso indica il giorno del ritorno del Dio, e dove il ritorno avverrà.

Ma insieme esso è il Gioco, l’ancestrale gioco della paura

del non ritorno, del distacco, e dell’interruzione. Vi giocammo,

io e il mio amore, prima che il valoroso nemico mi strappasse

la testa dal collo, non quella orribile testa posticcia che ora vedete

adornare quello che fu il mio vero corpo. Guerriero scita,

fui risvegliato da te, mio lettore, io che sono il tuo primo padre[8].

Non essere così sicuro ch’io non sia con te[9].

 

       One Ring to rule them all, One Ring to find them.[10]



[1] Nel 1947 una spedizione nella valle di Pazyryk, sulle montagne dell’Altaj nella parte est del Kazakhistan, guidata dagli archeologi russi Rudenko e Griaznov rinvenne cinque tumuli risalenti al VI-IV secolo a.C. Nelle tombe, dette kurgane in tartaro, vennero ritrovati resti umani e animali in eccezionale stato di conservazione, a causa di uno strato di ghiaccio formatosi nel terreno per una successiva mutazione climatica. Furono rinvenuti, tra le altre cose, un paiolo che serviva da inceneritore di canapa indiana, un tavolo operatorio per l’imbalsamazione dei cadaveri e vari arazzi, tra cui uno di straordinaria bellezza, in lana multicolore, indicante una sorta di calendario o di gioco.

[2] Accanto ai corpi dell’uomo e della donna venne ritrovato un sacchetto di pelle contenente capelli che non appartenevano ai due e delle unghie tagliate.

[3] Le calzature con gioielli sotto le suole sono tipici anche di altre tradizioni e culture. Una leggenda africana narra della storia d’amore di un giovane assai povero con una principessa che portava diamanti sotto la suola delle scarpe.

[4] Sempre “la leggenda degli anelli” in LoTR, JRR Tolkien, vv.4-5. “Uno per il Signore Oscuro nel suo oscuro trono / Nella terra di Mordor dove l’Ombra giace.”

[5] Sembra che le culture altaiche, al pari degli indiani d’America, facessero uso comune di sostanze stupefacenti. Ne sarebbe una prova la loro arte, coloratissima e piena di soggetti fantastici che ricordano degli stati di allucinazione.

[6] Lo studioso G.Charriere (L’arte barbara scita), a proposito dell’arazzo, fa notare : “81 e non 89 è il numero delle lunazioni sinodiche che corrispondono ad un numero intero di giorni solari, come risulta dalle concezioni cinesi, indù e caldee. 61 è il numero delle stesse lunazioni in un ciclo di 5 anni, secondo quanto sostenevano gli abitanti dell’India antica. 28 è quello delle case e delle suddivisioni di uno zodiaco lunare utilizzato dagli astronomi vedici, cinesi ed arabi. 24 è il numero delle semilunazioni che coprono circa dodici mesi, ed è anche il numero dei K’i (respiri) in cui era suddiviso, fin dall’epoca dei regni combattenti, l’anno solare secondo i contadini cinesi.”

[7] Alcune culture non conoscevano i calendari ciclici che usiamo oggi. I loro calendari avevano una data di inizio e una data di fine. Un tipico esempio è il calendario Azteco.

[8] Molti studiosi identificano i creatori della cultura dei kurgane con il popolo indoeuropeo originario.

[9] Cfr. Walt Whitman, Full of life, now : “Quando tu leggerai questi canti, io che visibile fui sarò diventato invisibile,/ora sei tu, ben saldo e visibile, che i miei poemi vivi e mi cerchi,/immaginando quanto felice saresti se potessi trovarmi con te, diventare tuo camerata ;/ma fa come fossi con te. (Non essere troppo sicuro che adesso non sono con te).”

[10] Sempre “la leggenda degli anelli” in LoTR, JRR Tolkien, v.6. “Un Anello per dominarli, Un Anello per trovarli”


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27/05/2003

Fremono trepidanti in attesa del decollo.

QUATTRO

 

Solo, sul molo, una fredda domenica di Marzo all’alba,

il nonno giunse stanco, ansimante per la malattia,

e posò le membra sulla vecchia panchina.

Si sorprese ad ascoltare il vento ed il suo tessuto, le onde.

 

Sembra ieri che facevo quindici anni: tanti parenti erano invitati

li rivedo tutti... e mi è scivolata via in un attimo tutta la vita. 

 

Ormai ogni cosa era una tonalità di grigio, o era morto il colore.

Il sole sorgeva come una bomba, un’immane esplosione nucleare -

ma non più rossa: solo nera, bianca e grigia. Sporca[1]. Film b/n.[2]

 

S’infrangono le onde come ballerine di un’antica danza

e sebbene le veda e le riconosca non ricordo più il nome del loro colore[3].

Il mare è ovunque color del vino[4], o della pioggia, o dell’asfalto[5] -

o il colore dei colori, per quanto non possa nominarlo o conoscerlo.

 

Ma all’improvviso fu come folgorato: azzurro, sì, era un bellissimo azzurro!

 

Mio figlio e i miei nipoti verranno a trovarmi oggi stesso,

andremo a mangiare la zuppa di pesce... è un mare tutto azzurro[6]!

 

“Qui Stacey Hornet[7], CNN[8]. La posizione degli Alleati

riguardo alla possibilità di riprendere le ostilità nei confronti

della dittatura filo-serba in Bosnia rimane alquanto incerta.

Il Presidente ha assicurato che non verranno più tollerati

attacchi contro le diplomazie occidentali presenti nel territorio.

Nel Mediterraneo orientale è giunta ieri la Saratoga[9], con un carico

di caccia capaci di trasportare missili nucleari a lungo raggio.

Per le ultime notizie rimanete sintonizzati. Stacey Hornet, CNN”

Carrello. Primo piano. Piano americano. Lungo. Fade out[10].

 

E il giardino aveva un’isola di licnidi[11], non ne avevo mai visti,

e giocavamo, avrò avuto quattordici anni, a rincorrerci e ridevamo sempre.

La fermai e le indicai con mano tremante la serra, dovevamo

nasconderci: quando entrammo le mostrai un banco di gloxinia

appena sbocciato. Ci mettemmo sotto e non finivamo di baciarci.

 

“Ora ho freddo, ti prego, torniamo” gli dissi, ma le mie parole

erano sopraffatte dal rumore dell’Alfeo. Un fiume sotterraneo

si svolge spaventoso. Non riesce a venire alla luce, provoca

disagio e dolore. Viene costretto ad estendersi sottoterra. Come

i labirinti dove albergano i draghi, dove sono celati i tesori,

dove le compagnie di avventurieri crescono, e le loro abilità.

Anche tu, o Maestro del Gioco[12], fosti un avventuriero, ed ora

hai potere di vita e di morte; tu scrivi il mio domani.

      

       Three Rings for the Elven-Kings under the sky,

       Seven for the Dwarf-lords in their halls of stone,

       Nine for the Mortal Men doomed to die.[13]

 

“Torniamo ti prego”, ripetevo, “ho voglia di tornarmene a casa,

accendere il camino e triccolare un po’”.



[1] Disturbo neurologico noto come acromatopsia : incapacità di vedere i colori. I malati che ne soffrono descrivono la loro visione in termini di tonalità di grigio. Spesso riferiscono di avere la sensazione che le immagini siano “sporche”.

[2] Pellicola in bianco e nero.

[3] Questo disturbo in neurologia è noto come anomia cromatica : il malato è capace di vedere i colori, ma non è in grado di nominarli.

[4] Ripetuto più volte nei testi attribuiti ad Omero. Si veda, ad esempio, On the colour sense of Homer di Gladstone (1877).

[5] Nei malati di agnosia cromatica l’abbinamento dei colori è percepito, ma non riconosciuto. Essi non si sorprendono nel “vedere” oggetti che in natura hanno un determinato colore con un altro. In altre parole non si sorprenderebbero di vedere un mare viola.

[6] Cfr. S.Penna, Il mare è tutto azzurro.

[7] Il caccia americano Mc Donnell Douglas F/A 18 è detto Hornet (Calabrone). E’ l’unico caccia-bombardiere in attività in grado di trasportare arsenale nucleare a lungo raggio. E’ utilizzato prevalentemente a bordo di portaerei.

[8] Rete televisiva americana che trasmette notiziari ventiquattro ore su ventiquattro.

[9] Portaerei americana, classe Nimitz.

[10] Dissolvenza.

[11] Lychnis coronaria o agrostemma dei giardinieri, pianta perenne con fiori rosa acceso.

[12] Ci si riferisce ai cosiddetti “Giochi di Ruolo” (Role Playin’ Games) il cui precursore fu “Advanced Dungeons and Dragons”. Lo scopo di detti giochi è il calarsi nei panni di un personaggio fantastico ed esplorare labirinti sotterranei per trovarvi tesori. Le azioni del personaggio sono giudicate da un Maestro del Gioco (Game Master) che funge da deus-ex-machina e che ha potere di vita e di morte su tutti i giocatori. E’ fortemente presente, in questo tipo di giochi, un meccanismo di apprendimento basato sull’esperienza che permette di affinare le proprie capacità, soprattutto quelle magiche.

[13] Da “The Lord of the Rings” di J.R.R. Tolkien, la leggenda degli anelli (vv. 1-3). “Tre Anelli per i Re degli Elfi sotto il Cielo/ Sette per i Signori dei Nani nei loro Palazzi di Pietra/ Nove per gli Uomini Mortali votati alla morte”


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27/05/2003

Fremono trepidanti in attesa del decollo.

TRE

 

Foss'io d’ombre e papi il sognatore

m’avrei la testa empita di segni e di stupore.

Che non esiste se non d’amore.

 

Ti insegneranno l’arte del duello oltre la visuale,

e imparerai a fidarti del supporto del calcolatore.

Il nemico è situato nel cielo, da qualche parte sopra Pavia,

e tu lo ingaggerai con una probabilità P[X][1] di ucciderlo,

volando sopra Bergamo[2]. Tu sei un falco[3], e come

un falco sei alto levato, e solo si frappone fra te e la vittoria

il tuffo acquatico della tua preda[4].

 

In quei giorni il tuo corpo diceva delle braci e del silenzio,

presagiva il distacco nel plasmarmi dei tuoi brividi.

Di tutti, questo è il ricordo più vicino, e reca

con sé il veleno dell’assenza ed il seme del ritorno.

Di tutti, questo è l’oracolo di nuovi accadimenti:

la misura di quanto belli è l’amaro del presente.

 

Hanno avvistato l’elmo nel deserto del Nevada[5]

durante un meriggio piovoso e non si vedeva bene[6]

ma era chiaramente l’elmo, l’elmo di Mambrino,

che fermo stava a mille metri d’altezza, girando

vorticosamente, e non aveva motori di sorta.

L’elmo era una grossa bacinella di sette metri di raggio

di un materiale metallico che rifletteva il sole calante

e girava su se stesso e brillava ed era un moto silenzioso,

finché non si allontanò a velocità mai vista. L’elmo.

Il mago inventore, l’ingegner Augusto[7], sorrise beato

nel suo eremo: ecco l’elmo d’Almonte, che fu di Orlando,

ed ecco l’elmo di Mambrino, che fu di Rinaldo paladino[8].

E, signori!, quello che chiaramente si vuol far passare

per un oggetto volante non identificato o per una bacinella,

quello che è e sempre sarà l’elmo a Mambrino sottratto in guerra giusta[9],

è il mezzo della nuova fusione di tecnomagìa, la magnetica levitazione.

E ne farai un giorno un aereo più silenzioso, più veloce che mai.

 

Sulla nostra tomba, le fredde mattine di Febbraio,

risplende la luce del sole e dietro il mosaico di vetro

può perdersi un volto, incastonarsi la Vergine. 



[1] Si legga “pi di x”. E’ una notazione comune della statistica per indicare la probabilità di un evento.

[2] La portata di un missile aria-aria di medio raggio AIM-120 AMRAAM è di 48 chilometri, pari a circa la distanza in linea d’aria tra Pavia e Bergamo. La PK (Probability of Kill) media di un buon lancio è superiore al 50%.

[3] Il caccia leggero Lockheed F-16 è detto Fighting Falcon. Rappresenta tuttora la pietra di paragone per valutare l’agilità in manovre di combattimento ravvicinato rispetto a qualunque altro caccia.

[4] Cfr. Dante, Divina Commedia, Inferno. “non altrimenti l'anitra di botto,/quando 'l falcon s'appressa, giù s'attuffa,/ed ei ritorna sù crucciato e rotto.” (La morte per acqua come via di salvezza? NdA)

[5] Il deserto del Nevada è noto per i suoi numerosi avvistamenti di UFO. Alcuni pensano che nasconda una base aliena.

[6] Le foto di presunti “Unidentified Flying Objects” (UFO) sono quasi sempre sfocate, ma rappresentano spesso delle forme assimilabili a degli elmi rovesciati o a bacinelle.

[7] L’ingegnere italiano Augusto Rota eseguì degli esperimenti, agli inizi del secolo, sulla levitazione magnetica e sulle cosiddette “onde hertziane”. Si tratterebbe di sfruttare il campo elettromagnetico per far levitare e viaggiare su piste magnetiche oggetti anche molto pesanti, senza l’aiuto di alcun motore meccanico. Ancora oggi vengono eseguiti esperimenti di questo genere su piccola scala in cui l’oggetto levitato ha la forma di una piccola bacinella.

[8] Cfr. l’Orlando Furioso, Ariosto, Canto I, 28 : “Ma se desir pur hai d’un elmo fino,/ trovane un altro, et abbil con più onore ;/ un tal ne porta Orlando paladino, un tal Rinaldo, e forse anco migliore:/ l’un fu d’Almonte, e l’altro di Mambrino”

[9] “Affinché veggano le signorie vostre coi propri occhi l’errore in cui versa questo dabben uomo, chiamando bacino quello ch’è e sarà sempre, l’elmo di Mambrino toltogli in guerra giusta, e passato in poter mio con lecito e legittimo possesso [...]” Cervantes, Don Chisciotte, cap. XLIII.


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27/05/2003

Fremono trepidanti in attesa del decollo.

DUE

 

- L’aquila ha tredici metri di apertura alare, è lunga

diciannove virgola quarantatre metri, è alta cinque

virgola sessantatre metri[1] - spiegò il professore.

- L’aquila fu creata per dare la caccia alla volpe,

anche se poi ci si dovette ricredere, la volpe era assai

inferiore alle aspettative.[2] -  Anche noi eravamo studenti

del primo anno, matricole[3], ti mandavo i big