17/09/2003

(da "Quattro Poesie per Lucilla")

 

è notte. il giardino è tutto un ansimar di lucciole.

la luna, che timida pare da un’ininterrotta

coltre di nubi, rischiara il foglio dove scrivo.

 

è notte. sento, solo, anche stanotte il grido

acerbo dei gufi. Non esiste che un àncora

di salvezza per il solitario scrittore, e tu non esisti.

 

è notte. è notte persino nella biblioteca polverosa

dello zio, dove rimarranno chiuse, sparse, queste rime.

rimarranno: per poterci vagare un po’ sopra, ad occhi chiusi.

 

le lucciole amano il buio del mio prato

perché in esso risplendono meglio. anche tu,

Lucilla, sei una piccola luce e risplendi

nell’immensità nera del mio abisso.

 

 

postato da: guildenstern alle ore 18:41 | Permalink | commenti
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