(da "Quattro Poesie per Lucilla")
è notte. il giardino è tutto un ansimar di lucciole.
la luna, che timida pare da un’ininterrotta
coltre di nubi, rischiara il foglio dove scrivo.
è notte. sento, solo, anche stanotte il grido
acerbo dei gufi. Non esiste che un àncora
di salvezza per il solitario scrittore, e tu non esisti.
è notte. è notte persino nella biblioteca polverosa
dello zio, dove rimarranno chiuse, sparse, queste rime.
rimarranno: per poterci vagare un po’ sopra, ad occhi chiusi.
le lucciole amano il buio del mio prato
perché in esso risplendono meglio. anche tu,
Lucilla, sei una piccola luce e risplendi
nell’immensità nera del mio abisso.





