Non era come pensavamo noi,
che giocavamo con le biglie di vetro
e pensavamo come macchia la terra
sulle nostre polo bianche.
che giocavamo con le biglie di vetro
e pensavamo come macchia la terra
sulle nostre polo bianche.
Non sapevamo che aveva Gaia
il sapore dei sepolcri e
l'odore annerito delle buche,
di un giorno sospeso tra il prima - e il poi.
il sapore dei sepolcri e
l'odore annerito delle buche,
di un giorno sospeso tra il prima - e il poi.
Assorti a guardarci le mani
ci sfuggiva il colore e il segno
del tempo che passava, ma il tempo
era foglia sempreverde e fiori eterni.
ci sfuggiva il colore e il segno
del tempo che passava, ma il tempo
era foglia sempreverde e fiori eterni.
Eravamo come le lente file di insetti,
inconsapevoli di vita linee che mutano
e si rideva, come ride il germoglio
nel nostro giardino incantato.
inconsapevoli di vita linee che mutano
e si rideva, come ride il germoglio
nel nostro giardino incantato.
Nel nostro giardino incantato,
era dell'acerbo amore il profumo, per
nascondersi fra i tigli vociando
di incantesimi cromati e magìe.
era dell'acerbo amore il profumo, per
nascondersi fra i tigli vociando
di incantesimi cromati e magìe.
Alla brezza vespertina leggera
si cominciava, ch'era sempre presagio
di nuovi spazi e cominciamenti,
a dire nuove canzoni, e poesie.
si cominciava, ch'era sempre presagio
di nuovi spazi e cominciamenti,
a dire nuove canzoni, e poesie.
Non era come pensavamo noi,
che ci si riuniva nella grotta
cogli attorcigliati corpi nostri
alla scoperta dei primi umori.
che ci si riuniva nella grotta
cogli attorcigliati corpi nostri
alla scoperta dei primi umori.
Quando accadde eravamo in cortile
a giocare. Più tardi, era scuro,
sapemmo che non eravamo più bambini.
a giocare. Più tardi, era scuro,
sapemmo che non eravamo più bambini.





