IL SOGNO
Aprile 1998
mi accorgevo del sonno lugubre
e dal mite volto fuggivo lento, lume
di chi sbaglia le statiche notti di un tempo
e mi dicevo, guarda, mi dicevo, amico,
senza un'altra nota di sonno si è avuta
l'ultima eclissi: e me ne partivo;
mi scostavo inutilmente dalla nera roccia
e guardavo assente le poche, insolite, madri
tessere la loro mitica tela, ed io, ancora
troppo leggero per essere unito al terreno,
mi pensavo sfuggente, dicendo: dicembre,
arriverà dicembre, vedrai, con il suo carico
di ansie festose a dirmi di una luce;
tu non hai che il piglio delle mie illusioni,
che sola ti mostri gentile al pensiero e benigna
guardi al mio travaglio: che tu sappia, che tu sappia
amica, veramente, del nostro comune traguardo?
mi sbaglio. mi fingo dietro il paravento;
e ti chiamo, ti chiamo - perché ancora non ti perda
non ti definisco, ti chiamo: il sogno, il Sogno.
Aprile 1998
mi accorgevo del sonno lugubre
e dal mite volto fuggivo lento, lume
di chi sbaglia le statiche notti di un tempo
e mi dicevo, guarda, mi dicevo, amico,
senza un'altra nota di sonno si è avuta
l'ultima eclissi: e me ne partivo;
mi scostavo inutilmente dalla nera roccia
e guardavo assente le poche, insolite, madri
tessere la loro mitica tela, ed io, ancora
troppo leggero per essere unito al terreno,
mi pensavo sfuggente, dicendo: dicembre,
arriverà dicembre, vedrai, con il suo carico
di ansie festose a dirmi di una luce;
tu non hai che il piglio delle mie illusioni,
che sola ti mostri gentile al pensiero e benigna
guardi al mio travaglio: che tu sappia, che tu sappia
amica, veramente, del nostro comune traguardo?
mi sbaglio. mi fingo dietro il paravento;
e ti chiamo, ti chiamo - perché ancora non ti perda
non ti definisco, ti chiamo: il sogno, il Sogno.





