12/05/2004

ATTORNO

è tutta notte
attorno

tu hai capelli così fini
lineamenti, flessi del profilo
così di lieve disegno
mi chiedo da dove vieni

potresti chiamare
questo vento oceano
questa tristezza che rende forti gelo

e mi chiedo da dove vieni

non ho risposte
che non siano il mio respiro

 

 








postato da: guildenstern alle ore 19:46 | Permalink | commenti
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12/05/2004

SONO LE UNDICI, GUARDA
1994

sono le undici, guarda
ho raccolto in giro la mia incertezza,
il pesce è stato tutta la notte
a testa in giù, l'hanno trovato
stamattina, che galleggiava
(anche le donne sono andate
a fargli visita, ma non c'era più,
ha detto un tipo che era là,
che l'hanno portato via...)
il dolore che mi hai regalato,
so potessi udirne l'urlo
se potessi, ma sei lontana...
è una giornata che frigge
di movimenti, i rami potati
sono pieni di germogli, c'è
il signor Capra che imbianca la casa,
c'è un rinascere e una presenza nuova,
come al solito c'è un gran cantare
di uccelli e il prato sono tutte margherite,
potessi vederlo, ma sei lontana....
mi parlerai, buongiorno e buonasera
e mi farebbe piacere che rimanessimo amici;
e scommetto che non torni
e son qui ancora a rimestarmi addosso -
anche se ho letto la poesia di Giotti
stamattina, e un bel po' di Marquez,
per non pensarci, perché il tempo, forse
è ancora tanto o quello, e allora
avanti, mettiamoci la cravatta che è quasi ora,
su

che oggi è Pasqua
(hanno detto che si sente
che è da qualche parte, che è tornato
io sto fermo, ascolto...,


































postato da: guildenstern alle ore 19:44 | Permalink | commenti
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12/05/2004

UN FIORE NEL DESERTO

Quest'amore incerto è come un fiore nel deserto.
E' spuntato una mattina desideroso di un po' di brina
e si è accorto sgomento d'esser nato solo, nel vento
troppo caldo e non un fiume a scorrer tra le dune,
non il volo di un insetto, non il gioco né il dispetto,
ma una sotterranea rabbia, d'esser nato solo, nella sabbia.

Ed il fiore non è forte e sarà senz'altro morte
se domani la sua stella non porterà una pioggerella
e un viandante su un cammello, che vedendolo così bello
lo trapianti poi con cura in un vaso di terra bruna
per porlo un dì sul davanzale della sua casa in riva al mare.

 










postato da: guildenstern alle ore 19:38 | Permalink | commenti
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12/05/2004

INNOCENZA
Varazze, Estate 1995

Ti ricordo, Innocenza.

All'ombra della terrazza, illogica ti ricordo
Innocenza.

Tu, a dirmi poeta, sulla soglia della morte
che l'età ti suggeriva, oltre al basto per passeggio,
ed eri Saffo, cui amavi il verso e la posa,
ed eri scandalo e turpiloquio, sussurravano al sole
che rivede il mare gridando rivolta, chissà
alle passate stagioni o al ricordo dell'uomo
che non avesti il coraggio di amare.

Tu, inforcati i grandi occhiali, la pelle
avvizzita, grottesca immagine ormai
della donna che fosti; non voglio credere
bella: non avresti potuto essere ancora
così lucida, così viva, inappagata.

E allora, Innocenza, fosti ferita da Amore
(ancora, ancora, nonostante il tempo,
nonostante le corolle di fiori che più il tuo grembo
potrà mai sopportare: ancora, come noi
che continuiamo a cercare...)

Ti rivedo scendere abbagliante
nell'ironica veste candida
impersonare la parodia d'una vecchia
insensibile all'offesa dei venti
e volgerti verso le onde e la sabbia,
o, come dicevi: la rena.

- Sorelle, udite, m'ha ferita Amore! -
gridavi, gioiosa, bambina.
- Sorelle, unitevi alla mia danza,
al gaudio del mio cuore -

Oh, Innocenza, quanto vano
il desiderio, quanto vana la speme:
più non esiste forte ed incorruttibile
muro degli anni che separano
e nemmeno le lacrime
e nemmeno l'arido deserto che allora inseguivo,
futile foglia secca al confronto
della tua Arcadia promessa,
nemmeno tutto questo per scalfirlo.

E mi prendesti il braccio,
e mi dicesti, follìa: - Poeta
io muoio d'Amore -

Nemmeno potevo fingere d'ascoltarti,
mite e triste sorella di Saffo, presagio
di essenza ginestrina,
quando la notte del mio peccato,
poco prima che cominciasse,
m'implorasti:
- Non ricordare il mio nome,
per te io sia sempre
Innocenza -

 











































postato da: guildenstern alle ore 19:35 | Permalink | commenti
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12/05/2004

SEI
da "Quattro Novelle in Rima" 1995

Sei
da qualche parte oltre lo schermo nero
in qualche luogo che non appare
in un'età che non conosco, ma il nome
sei.

Incauta,
presenza di sole parole.

 







postato da: guildenstern alle ore 19:24 | Permalink | commenti
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12/05/2004

MINIMA PIOGGIA CHE CADI, MA RUMOROSA
da "Quattro Novelle in Rima" 1995

a Ely

"Minima pioggia che cadi, ma rumorosa
cadi anche sulla casa di lei, sui fiori
del balcone, sulle persiane ben chiuse?"

E' questa pioggia stessa
che minima cade, ma rumorosa
a salutare un appartamento
da persone estranee abitato
che mai conosceranno la vita
che le pareti, i pavimenti
(il divano bigio su cui
le dissi: - Sei la mia casa -
e la stanzetta gialla e l'acquario
e la gabbietta di Cippi alla finestra
quella sera che una pioggia
molto più forte di questa ma
molto più forte) e la soffitta
hanno condiviso, ricordano ancora
il tempo del mio amore con lei
e non dimenticano.

La casa delle persone estranee
in quel paese lontano alla periferia
che è stata per molto tempo -
come dissi -
la mia unica casa
quando ancora c'era lei, ed io
e tutto quello che mi stava attorno
ed infinito nel mio tempo
e che ancora non conosco più.
Non conosco
nemmeno il volto di chi la abita
e che tu, minima pioggia rumorosa
in questo istante stesso
vai a bagnare.
































postato da: guildenstern alle ore 19:22 | Permalink | commenti
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12/05/2004

LE RAGAZZE DI NON E' LA RAI
da "Quattro Novelle in Rima" 1995

Dice: "non lo sai? verranno nel paese
le ragazze di non è la rai,
perché non vai?
anche tu fra loro, a guardare
chissà mai
che proprio tu non possa conoscerle...."

(Me le immagino tra i motorini
tra la folla
vociante finta indifferenza
anche solo per un momento
guardarle, vederle,
i loro occhi nei nostri... nei miei)

Ma non ci sarà lei,
la mia preferita,
quella che la telecamera non inquadra mai.














postato da: guildenstern alle ore 19:17 | Permalink | commenti
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12/05/2004

MI ARRIVA LI'
da "Quattro Novelle in Rima" 1995

A Shelley

Mi arriva lì, con quel faccino lì
il mio amore nuovo, fresco d'un mese
e mi dice: - Adesso non so più
è tornato, siamo stati insieme due anni... -
Le chiedo che vuol fare
- Non so -
Eccolo qui, il mio amore che pare un scigulìn,
quattr'ossa attaccate al testolone
chi l'avrebbe mai detta capace di andare?
E' tutta lì, compresa nella sua incertezza
e cosa può il mio mese con i due anni di quello?

Ma poi, di un guizzo, si fa mille pupille
mi abbraccia stretto e mi chiede perdono
e mi copre di baci e di lacrime.
- Ti amo troppo - esplode
chiude gli occhi, crescendo il respiro,
mi affonda di carezze e di baci;

non so pensare adesso nemmeni io
la ferita è certo di quelle d'aprirsi
porta l'avviso di un dolore a rimando.

Per ora invece è tutto qui con me,
il mio amore partenopeo,
quattr'ossine tutte bocca e occhi,
e mi guarda impaurito:
- Non andare, non andare...,

 























postato da: guildenstern alle ore 19:14 | Permalink | commenti
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