SEI CANDELE D’ACQUA
A ripetermi: questa tristezza rende forti, vedrai.
Ho i fantasmi delle mie uccisioni nella testa
stamattina che piove
e mi paiono, uno e poi l’altro, puntando
il dito accusatore
e gridano e litigano e dibattono.
Stamattina che piove
son più pesante coi fantasmi addolorati:
dall’ombrello scivolano lievi, continue
sei candele d’acqua
a gettarsi nel viale pozzangheroso
che passo, che piango.
Come puoi amarmi se non posso dirti
di queste uccisioni? di questo male?
E sì che io pensavo, credevo,
alle nevrosi del padre di essere immune,
di non aver bisogno del farmaco per la notte.
L'analista mio ride di gusto,
si rotola
nella tomba.





