8/04/2006

SEI CANDELE D’ACQUA

 

A ripetermi: questa tristezza rende forti, vedrai.

Ho i fantasmi delle mie uccisioni nella testa

stamattina che piove

e mi paiono, uno e poi l’altro, puntando

il dito accusatore

e gridano e litigano e dibattono.

Stamattina che piove

son più pesante coi fantasmi addolorati:

dall’ombrello scivolano lievi, continue

sei candele d’acqua

a gettarsi nel viale pozzangheroso

che passo, che piango.

Come puoi amarmi se non posso dirti

di queste uccisioni? di questo male?

E sì che io pensavo, credevo,

alle nevrosi del padre di essere immune,

di non aver bisogno del farmaco per la notte.

L'analista mio ride di gusto,

si rotola

nella tomba.

postato da: guildenstern alle ore 10:16 | Permalink | commenti
categoria: