16/03/2007
Cosa accade se le cose che lo scrittore deve scrivere sono cose riprovevoli, moralmente discutibili o addirittura ripugnanti?

La scrittura deve cercare il consenso o la correttezza etica, oppure no?

Quando scrivo devo stare attento a non urtare la sensibilità del lettore, o posso dare libero sfogo alle mie emozioni?

E quanto di ciò che autocensuro sarebbe invece magari prezioso, magari veramente necessario al racconto, all'atto della scrittura?

E se scopro che le cose che mi emozionano, che ho la necessità di scrivere, sono cose orrende o improponibili o che possono ferire? Devo fermarmi?

(Mi rendo conto, a parziale correzione di quanto detto sopra, che altrettanto importante è la questione: e se le cose che ho la necessità e l'urgenza di scrivere sono cose banali? Cose noiose? Cose che lasciano nell'indifferenza?)

Devo scrivere o devo fermarmi?
postato da: guildenstern alle ore 10:13 | Permalink | commenti (1)
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