Cosa accade se le cose che lo scrittore deve scrivere sono cose riprovevoli, moralmente discutibili o addirittura ripugnanti?
La scrittura deve cercare il consenso o la correttezza etica, oppure no?
Quando scrivo devo stare attento a non urtare la sensibilità del lettore, o posso dare libero sfogo alle mie emozioni?
E quanto di ciò che autocensuro sarebbe invece magari prezioso, magari veramente necessario al racconto, all'atto della scrittura?
E se scopro che le cose che mi emozionano, che ho la necessità di scrivere, sono cose orrende o improponibili o che possono ferire? Devo fermarmi?
(Mi rendo conto, a parziale correzione di quanto detto sopra, che altrettanto importante è la questione: e se le cose che ho la necessità e l'urgenza di scrivere sono cose banali? Cose noiose? Cose che lasciano nell'indifferenza?)
Devo scrivere o devo fermarmi?
La scrittura deve cercare il consenso o la correttezza etica, oppure no?
Quando scrivo devo stare attento a non urtare la sensibilità del lettore, o posso dare libero sfogo alle mie emozioni?
E quanto di ciò che autocensuro sarebbe invece magari prezioso, magari veramente necessario al racconto, all'atto della scrittura?
E se scopro che le cose che mi emozionano, che ho la necessità di scrivere, sono cose orrende o improponibili o che possono ferire? Devo fermarmi?
(Mi rendo conto, a parziale correzione di quanto detto sopra, che altrettanto importante è la questione: e se le cose che ho la necessità e l'urgenza di scrivere sono cose banali? Cose noiose? Cose che lasciano nell'indifferenza?)
Devo scrivere o devo fermarmi?





