5/05/2003

lucilla

E' notte. Il giardino e' tutto un ansimar di lucciole.
La Luna, che timida pare da un'ininterrotta
coltre di nubi, rischiara il foglio dove scrivo.

E' notte. Si sente anche stanotte il grido
acerbo dei gufi. Non esiste che un a'ncora
di salvezza per il solitario scrittore, e tu non esisti.

E' notte. E' notte persino nella biblioteca polverosa
dello zio, dove rimarranno chiuse, sparse, queste rime.
Rimarranno: per poterci sognare un po' sopra, ad occhi aperti.

Le lucciole amano il buio del mio prato
perche' in esso risplendono meglio. Anche tu,
Lucilla, sei una piccola luce e risplendi
nell'immensita' nera del mio abisso.














postato da: guildenstern alle ore 12:00 | Permalink | commenti
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